BIOGRAFIA
“La musica ha esercitato da sempre su di lui un’attrazione irresistibile, quasi un canto senza tempo di mitiche sirene”, ha scritto di Vittorio Ocera il poeta Giuseppe Risica. Affermano tanti giornalisti del settore: “Una bella voce, bene impostata, elegante e calda, che non ha avuto però la tanto meritata collocazione nel panorama della canzone italiana”. Vittorio Ocera, simpatico personaggio del mondo della cultura siciliana, ha indirizzato il suo percorso artistico lungo l’ampio viale della musica, in un modo sicuramente originale. Nasce a Patti in provincia di Messina, il 31 Marzo 1949, ultimo di sei fratelli. Nel 1951 il padre muore improvvisamente, lasciando una famiglia numerosa. Da giovanissimo inizia a cantare nelle chiese come solista, facendo anche parte di varie corali (tra cui quella del Seminario Vescovile di Patti), dove ha modo di impostare e affinare la sua voce. Ben presto impara a suonare la chitarra, regalatagli da uno dei suoi fratelli ed inizia a comporre i primi testi e le relative musiche, diventa così Cantautore. Nel 1966 partecipa ad una gara per principianti: “Baronessa Cupone” 1° festival autunno Mirto (ME) dove vince il primo premio con una sua canzone Amare da ragazzi. Comincia a fare parte di alcuni gruppi musicali, esibendosi nelle feste di paese e si distingue per le doti artistiche e per la sua voce aspra e calda allo stesso tempo. Viene notato dall’impresario Orlando Manganello, che lo propone in molti spettacoli, nelle più importanti piazze della zona, dove incontra tanti artisti, allora famosi e non, della musica italiana come: Jimmi Fontana, Rita Monico, Mia Martini, Peppino Gagliardi, Luiselle e molti altri. Alla fine degli anni sessanta, sulla falsariga del modello a cui si ispira dal punto di vista musicale, il grande Elvis Presley, fa sognare nelle balere persone appartenenti a generazioni diverse.Personaggio artisticamente eclettico, grazie alla conoscenza della musica nera e country, ha riscosso successi in tutta la Sicilia. Nel Febbraio del 1969 parte per il servizio di leva, in Aprile partecipa ad un importante spettacolo al teatro di Chieti con altri artisti commilitoni, alcuni dei quali sono diventati poi importanti nel mondo della musica e dello spettacolo, come il pianista Luigi Zanardi, oggi docente di ruolo presso il conservatorio “G. Verdi” di Milano e Direttore Artistico dell’Accademia Musicale “G. Marziali” di Seveso. Terminato il servizio militare nell’ottobre 1971, parte per una lunga tournèe in Germania che si rivela un autentico successo e viene battezzato dal pubblico tedesco e da alcuni giornalisti esperti di settore, con l’appellativo di “Elvis Presley Italiano”. Le tappe più lunghe sono state quelle di Bad Kreuznach, e Heidelberg. In Germania numerose sono state le proposte di contratti, anche da parte di famosi impresari, ma il destino e l’amore per la sua terra lo riportano in Italia, dove nel 1973, avendo poca fortuna, decide di troncare la sua carriera artistica.Dopo qualche anno viene coinvolto nello staff di Nanni Svampa, noto cabarettista milanese, venuto in Sicilia in un importante villaggio turistico, per una serie di spettacoli estivi, dove Vittorio fa animazione con la sua chitarra. Riprende così la sua attività artistica, in teatro, nelle radio e nelle televisioni private ma con un genere musicale diverso, vale a dire con canzoni umoristiche, divertenti alcune delle quali scritte e musicate personalmente, attirando le attenzioni e le simpatie del pubblico. Nel 1979 sposa Santina Paratore, una ragazza del suo paese, che gli dà due figlie: la prima nel 1971, Cristina, oggi insegnante di ballo, e dopo otto anni Stefania. Dal 1986 al 1991 perde la madre, tre fratelli e una sorella: questi avvenimenti lo segnano moltissimo, segue così un periodo di crisi. E’ grazie all’insistenza di alcuni amici che, gradualmente, riprende a comporre canzoni e a riapparire in pubblico. Fonda a tal proposito un’Associazione Culturale dal nome emblematico: “La Fenice”, il mitico uccello che è in grado di rinascere dalle proprie ceneri. Scrive ancora il poeta Giuseppe Risica: “Il progetto decisamente più interessante a cui Ocera ha lavorato in questi ultimi anni è quello di intrecciare musica e poesia creando qualcosa di meravigliosamente unico”. Infatti Ocera, studiando attentamente i testi di alcuni classici della poesia italiana come: X Agosto, Valentino, di G. Pascoli, Pianto antico, Davanti San Guido, di G. Carducci, Il Saluto di Beatrice, Guido, i vorrei che tu e Lapo ed io, di D. Alighieri, Solo e pensoso, Chiare fresche e dolci acque, di F. Petrarca, Piccolino, La Notte Santa, di G. Gozzano,(quest’ultima trasformata in una dolce canzone di Natale), vi ricama sopra suggestioni musicali di ottima fattura, interpretando le “canzoni” così ottenute con la classe e la magia che la sua voce (paragonata oggi da molti a quella di De Andrè) gli permette. Questo progetto ha ottenuto l’approvazione di numerosi enti pubblici e culturali di tutta la nazione. Ocera viene contattato da poeti e letterati, stringe amicizia e collaborazione artistica con il poeta Giuseppe Risica e musica alcune sue poesie, Solo, La sera di un uomo: quest’ultima viene scelta a far parte della raccolta del primo CD del cantautore “Poesia e musica”. Nasce “Ombre nel Vento” un CD da collezione, dedicato interamente alla poesia di autori famosi e non, prodotto e distribuito da Elca Sound, forse la prima collana di Poesia e musica in campo nazionale. “Ombre nel Vento” è una poesia scritta dal poeta scrittore Giuseppe Stazzone di Alcara Li Fusi, dove viene ricordato un fatto deplorevole successo negli anni novanta nel suddetto paese, cioè l’uccisione di un’aquila reale da parte di un bracconiere e Ocera ha scelto di musicarla. La canzone viene cantata dallo stesso compositore con gli arrangiamenti di Giuseppe Crimi, nasce così, forse, un nuovo genere, musica – poesia, sicuramente un modo originale per fare apprezzare a tutti la bellezza della poesia. Il 16/12/ 2000 organizza il primo recital sperimentale di poesia e musica per gli studenti della scuola media “Luigi Pirandello” di Patti. Docenti ed alunni si sono dati appuntamento nell’auditorium di San Giuseppe per assistere all’inconsueto evento con il supporto della relazione sull’importanza dell’iniziativa, da parte della Professoressa Nerina Buemi. Scrive il Professore e giornalista Mario Calamia: “e ci è sembrato, come per incanto, che dalle pagine di un’antologia scaturissero non solamente parole ed immagini, ma anche note musicali”. E’ stato coinvolto per l’occasione anche il coro della scuola che ha cantato La Notte Santa, di Gozzano, musica di Ocera, direttore Marcello Faranda. La pittrice Pinella Imbesi ha letto un’interessante relazione sul valore della poesia nella società contemporanea di Giuseppe Risica. Si è realizzato così, forse, il sogno di tanti alunni, quello di poter trascorrere fuori dalle pareti scolastiche piacevoli momenti di studio. Nel pubblico, oltre ai ragazzi della scuola, erano presenti molti giornalisti, Presidi, Primi cittadini di paesi vicini, autorità, curiosi ed anche esperti del settore. Il successo è stato scontato. Sottolinea Ocera, poi, in una conferenza stampa: “Ho pensato che questo accostamento musica – poesia, potrebbe stimolare i ragazzi di oggi a conoscere più piacevolmente le poesie della nostra tradizione letteraria, e quindi sollecitare il loro interesse nei confronti di queste testimonianze di cultura.” E poi conclude: “Se sarò riuscito in questo intento, questo sarà per me motivo di grande soddisfazione”. Così ha molti riconoscimenti culturali ed è spesso ospite in tanti concorsi di poesia. Musica ancora Il Re Travicello, Il Colera, di Giuseppe Giusti, La spigolatrice di Sapri, di Luigi Mercantini. Partecipa a trasmissioni televisive importanti come “Vita in diretta” condotta da Michele Cucuzza su Rai Due, e “La Domenica del Villaggio” presentata da Davide Mengacci su rete Quattro. Desideroso di recuperare la tradizione di Patti e del suo quartiere natio, con un meticoloso lavoro di ricerca, scopre poesie scritte da Riccardo Magistri (scrittore e poeta degli avvenimenti pattesi) che musica con grazia e maestria conseguendo anche in questo una vasta approvazione dai critici di settore. I titoli delle poesie sono: Arreti ‘u Casteddu, Castiddoti, (Prima e seconda parte) Sera, Alba, Sirinata di ‘na Vota, a Nanninella, Novembre, ‘A nuvena ‘i Natali, Diciassetti ‘i Gennaiu Sant’Antoni, Mattino, ‘U Chianu ‘I Sant’Antoni, queste poesie faranno parte di un’opera popolare presto rappresentata. Ha musicato poesie per bambini come: Il Bosco Fatato, tratta da una commedia scritta dalla poetessa Maria Luca, pattese che vive da parecchi anni a Milano. Contemporaneamente traduce in aggraziate melodie le poesie tratte dal libro per l’infanzia “Armonie” dell’amico Risica, accolte con gioioso entusiasmo dal giovane pubblico in numerosi recital scolastici. Sempre dal poeta Risica traduce ancora in musica le poesie in vernacolo, Razza Siciliana, Ianca Vicchitta, Non mi lassari mai, Quantu ti vogghiu beni, Jorna di solitudini, Quannu ‘a lupa, traformandole in dolci canzoni d’amore, e canzoni divertenti come: ‘U curittu piniusu, e dalla poetessa Nina Giardinieri: A turri ciavuli, dove narra una interessante storia d’amore. Jò cantu la me terra , che vuole essere un omaggio alla Sicilia, del poeta Nicolò Gennaro: Vola pinseru me’, (una bellissima serenata), e Dumani fazzu u sindacu. Una canzone divertente, del poeta Filippo Panarello: ‘I buddaci, (un omaggio ai messinesi), del poeta Pippo Molica : Patti ‘mmucciatu, dove ricorda con tanta nostalgia gli anni fiorenti della sua città, Patti, dalla poetessa Pina Coppolino: Lei, una canzone che vuole essere un vero e proprio inno alla poliedrica personalità della donna e ai suoi innumerevoli ruoli. Sue invece sono alcune composizioni anche queste in dialetto Siciliano, come: Turmentu, dove spiega che sono tre i volti del bene: l’amore, l’affetto e l’amicizia e con questa canzone salda i tre sentimenti in modo particolarmente armonioso, e canzoni divertenti come: Ciccinu ‘nnachiti, Pi lu si e pi lu no, U piccatu di Adamu ed Eva (quest’ultima scritta in collaborazione col cabarettista catanese Enrico Guarneri,) altre sono ricavate da ricerche di filastrocche popolari, testi elaborati personalmente con musiche originali come: L’affari di Chianozzu, Filastrocche siciliane, Cumpari di la barracca e cuntempuraniamenti. Collabora con diversi gruppi che eseguono musica etnica, e non solo, uno dei tanti “Armonia”, con il quale si è recato parecchie volte in tournée in Svizzera dove ha magnetizzato più volte il pubblico Elvetico con le sue canzoni, ispirandosi al linguaggio e ai temi eterni della tradizione siciliana. Il Suo estro lo porta a Musicare anche dei testi sacri. Dal paradiso di Dante Alighieri Preghiera alla Vergine, poi ancora Ave Maria (in latino) Padre nostro(in italiano) dal portale cattolico della preghiera di Roma, traduce in dialetto siciliano Preghiera alla Madonna Addolorata e la trasforma in una emozionante melodia. Nel 2005 incontra un suo vecchio amico, Salvatore Ferrisi, docente di ruolo al conservatorio “Arcangelo Corelli di Messina”, e forma un duo, Chitarra e flauto. Numerosi i concerti nelle Chiese, auditorium parrocchiali e nei teatri di questa coppia; uno dei tanti è quello del 28 Aprile 2007, giorno in cui ricorre il ventennio della scomparsa del fratello prete al quale Vittorio era molto legato ed egli lo ricorda, con un Memorial, a Gioiosa Marea, organizzato dall’associazione culturale “La Fenice” in collaborazione col Comune e con la partecipazione della Regione Siciliana, dove presenta i brani ricavati dai testi sacri. Alla Manifestazione hanno preso parte due corali polifoniche”Claudio Monteverdi “ di Mistretta (ME), direttore Sebastiano Zingone e “Ouverture” di Barcellona P.G.(Me) direttore Giovanni Mirabile.Musica ancora Il Cantico Delle Creature, di San Francesco d’Assisi, Se mi ami non piangere, di Sant’Agostino, a questa serie si aggiunge ‘A Santa Pattisana, storia della protettrice di Patti e Minori, “Santa Febronia Trofimena” questa storia, riportata in versi da Riccardo Magistri, farà parte di una raccolta che verrà presto pubblicata in un CD. L’autore spera di fare pervenire qualche copia del CD e del libretto, con testi e musiche in dono al Santo Padre. Il duo Vittorio Ocera e Salvatore Ferrisi si esibirà in molti auditorium, scuole e teatri per interessanti concerti.
(Biografia aggiornata al 25/05/2010)
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