TESTI
"Ombre nel vento"
SULLA ROCCA SFIDAVI IL VENTO
AQUILA DELLA MONTAGNA REGINA
MAESTOSO VOLO, LENTO LENTOvolavi nel sole di mattina.
Testa dorata molto speciale,
quando correvi verso il fiume sempre tu bella Aquila Reale,
ti libravi le tue piume.
Il tuo nido un gran castello, il tuo grido forte scocca,
fiera regnavi com’era bello, sorvolando la nostra rocca.
Leggenda antica di S. Nicola,
Aquila sacra dell’Eremita,
di ogni poeta tu eri parola poesia eterna della vita.
Mani crudeli ti hanno sparato mentre tornavi forse al tuo nido
il tuo compagno disperato, lamentoso ormai è il suo grido.
E noi guardiamo ancora il cielola rocca,
la valle e dintorni l’animo nostro è diventato di gelo,
sappiamo che tu ormai non ritorni.
Addio Aquila maestosa,
di Alcara stemma di storia,
in questa terra
spero che riposino le tue spoglie
e l’eterna memoria...
Nel gennaio del 1998 il poeta e scrittore di Alcara Li Fusi Giuseppe Stazzone scrisse una poesia, intitolata “Ombre nel vento”, che parlava dell’uccisione di un’aquila reale, avvenuta nel 1997 all’interno del Parco dei Nebrodi, da parte di un bracconiere. L’esemplare, con un’apertura alare di quasi due metri e mezzo e di circa sei chili di peso, appartiene alla specie detta del Bonelli che le cronache naturalistiche danno addirittura per estinta. Il 3 gennaio del 1998 un autorevole quotidiano siciliano “La Gazzetta del Sud” scrive: “E’ stato fermato per sempre il maestoso volo di un’aquila reale uno dei pochi esemplari presenti in Italia.” La femmina della coppia è stata trovata, il 29 dicembre 1977 sulla "Rocca del Kastro" in un cespuglio non molto distante dal suo nido, da un contadino, il Sig Carlo Citriglia, che si era incuriosito dal trambusto e lamenti provocati dal rapace in preda al dolore. Egli, sconvolto per l’accaduto, informa subito le autorità del paese, tutta la popolazione ne viene presto al corrente, anche perché il legame che Alcara Li Fusi ha con l’aquila è vecchio di parecchi secoli. Infatti l’aquila è legata ad una leggenda del santo protettore di Alcara, San Nicolò Politi, eremita all’inizio del XII secolo che viveva in una grotta poco distante dal centro abitato. La leggenda dice che è stata proprio un’aquila a condurre il santo dalle falde dell’Etna alla grotta per volere Divino e che la stessa gli portasse ogni giorno, nel periodo dedicato alla preghiera e alla penitenza, una pagnotta di pane. Il simbolo dell’aquila è presente infatti nello stemma comunale e lo si ritrova scolpito nella pietra calcarea dei maggiori monumenti storici del paese. Inutili sono stati i tempestivi interventi dei vigili urbani del comune di Alcara Li Fusi, la corsa al centro recupero animali selvatici del Wwf di Messina e le cure del veterinario, Dott. Fabio Grasso. La mattina del 2 Gennaio 1998, l’aquila muore. Indescrivibile il malcontento degli Alcaresi, degli ambientalisti, e di tutta la popolazione del parco Nebroideo. Letterati, poeti, musicisti, artisti di vario genere della zona hanno creduto opportuno esprimere, ognuno nel proprio campo, il loro stato d’animo. Così un Alcarese, Nicolò Restifo Chiavetta, pensa di far conoscere la poesia di Stazzone al cantautore siciliano Vittorio Ocera che la veste di musica; nasce così “Ombre Nel Vento”. La canzone viene cantata per la prima volta da Ocera in un importante recital sperimentale di poesia, il 16 Dicembre del 2000 nell’ auditorium di S. Giuseppe a Patti (ME) insieme ad altre poesie importanti, di eccellenti autori come Dante, Petrarca, Carducci, Pascoli ed altri. Questa Raccolta si trova nel primo CD da collezione del cantautore “Poesia e musica” ed ha preso il nome proprio da questa canzone“Ombre Nel Vento”; il CD prodotto e distribuito da Elca Sound, forse si può considerare la prima collana di musica e poesia classica in campo nazionale.
CURIOSITA'
"Ombre nel vento":
per non dimenticare...
per non dimenticare...

In occasione dell'anniversario di un fatto molto triste, accaduto in Sicilia 10 anni fa, l'artista Vittorio Ocera ha recentemente rispolverato una celebre canzone del suo repertorio, intitolata“Ombre nel vento”, per incitare l'opinione pubblica a non dimenticare questo brutto episodio e far sì che non si ripeta di nuovo in futuro. Nel gennaio del 1998 il poeta e scrittore di Alcara Li Fusi Giuseppe Stazzone scrisse una poesia, intitolata proprio “Ombre nel vento”, che parlava dell’uccisione di un’aquila reale, avvenuta nel 1997 all’interno del Parco dei Nebrodi, da parte di un bracconiere. L’esemplare, con un’apertura alare di quasi due metri e mezzo e di circa sei chili di peso, apparteneva alla specie del Bonelli (che le cronache naturalistiche davano già per estinta). Il 3 gennaio del 1998 un autorevole quotidiano siciliano “La Gazzetta del Sud” scrive: “E’ stato fermato per sempre il maestoso volo di un’aquila reale uno dei pochi esemplari presenti in Italia”. La femmina della coppia è stata trovata, il 29 dicembre 1977 sulla "Rocca del Kastro" in un cespuglio non molto distante dal suo nido, da un contadino, il sig. Carlo Citriglia, che si era incuriosito dal trambusto e lamenti provocati dal rapace in preda al dolore. Sconvolto per l’accaduto, l'uomo informò le autorità del paese e tutta la popolazione ne viene presto al corrente, anche perché il legame che Alcara Li Fusi ha con l’aquila è vecchio di parecchi secoli. Infatti a questo animale è legata una leggenda del santo protettore di Alcara, S. Nicolò Politi, eremita all’inizio del XII secolo, che visse in una grotta poco distante dal centro abitato: la leggenda dice che è stata proprio un’aquila a condurre il santo dalle falde dell’Etna alla grotta per volere Divino e che la stessa gli portasse ogni giorno, nel periodo dedicato alla preghiera e alla penitenza, una pagnotta di pane. Il simbolo dell’aquila è presente nello stemma comunale e lo si ritrova scolpito nella pietra calcarea dei maggiori monumenti storici del paese. Inutili sono stati i tempestivi interventi dei vigili urbani del comune di Alcara Li Fusi, la corsa al centro recupero animali selvatici del WWF di Messina e le cure del veterinario, dott. Fabio Grasso. La mattina del 2 Gennaio 1998, l’aquila muore, suscitando il malcontento degli alcaresi, degli ambientalisti, e di tutta la popolazione del parco nebroideo. Letterati, poeti, musicisti, artisti di vario genere della zona hanno creduto opportuno esprimere, ognuno nel proprio campo, il loro stato d’animo; e così un alcarese, Nicolò Restifo Chiavetta, pensa di far conoscere la poesia di Stazzone al cantautore siciliano Vittorio Ocera che la veste di musica: nasce così “Ombre Nel Vento”. La canzone, che s'intitola “Ombre Nel Vento”, si trova nel primo cd da collezione del cantautore ("Poesia e musica”) e si potrebbe considerare la prima collana di musica e poesia classica in campo nazionale.
ARTICOLI
Vittorio Ocera... m usica e poesia
Per maggiori informazioni si può visitare il sito:www.giuris.org/ritrocera.htm

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